Uso e sfruttamento delle risorse umane e naturali: un grido per i diritti umani. Un racconto della Giornata dell'Impegno e della Solidarietà svoltasi a Cagliari: "Siamo consapevoli che i numeri non sempre esprimono qualità, ma le 300 persone e più che hanno partecipato alla conferenza ci hanno colpito per la loro pazienza e attenzione nell'ascoltare gli interessanti argomenti della conferenza per tre ore intense e toccanti. Sì, toccanti, perché tutte le persone che hanno condiviso la loro esperienza sul tema del rispetto dei diritti umani oggi, declinati nelle diverse realtà locali e internazionali, hanno parlato a partire dalla loro esperienza concreta, “di carne”. Hanno saputo parlare delle sfide che in forme diverse affrontano quotidianamente per mancanza di lavoro, per la sua trasformazione a causa della globalizzazione, per lo sfruttamento sul posto di lavoro, per le mafie e la criminalità organizzata."

Uso e sfruttamento delle risorse umane e naturali: un grido per i diritti umani

La commissione nazionale domenicana Giustizia Pace Creato si incontra a Cagliari
XI Giornata dell'Impegno e della Solidarietà, 26-27 novembre 2011

“Vorrei essere una piccola "Montesinos". Montesinos aveva tutta la sua comunità dietro.
Anche noi abbiamo tutta la commissione come appoggio.
Dobbiamo essere dei "testimoni" come Giovanni Battista.”
Sr Marie Didier, OP

Siamo consapevoli che i numeri non sempre esprimono qualità, ma le 300 persone e più che hanno partecipato alla conferenza ci hanno colpito per la loro pazienza e attenzione nell'ascoltare gli interessanti argomenti della conferenza per tre ore intense e toccanti. Sì, toccanti, perché tutte le persone che hanno condiviso la loro esperienza sul tema del rispetto dei diritti umani oggi, declinati nelle diverse realtà locali e internazionali, hanno parlato a partire dalla loro esperienza concreta, “di carne”. Hanno saputo parlare delle sfide che in forme diverse affrontano quotidianamente per mancanza di lavoro, per la sua trasformazione a causa della globalizzazione, per lo sfruttamento sul posto di lavoro, per le mafie e la criminalità organizzata.
Ogni giornata promossa dalla Commissione è articolata da una conferenza pubblica, da incontri nelle scuole del territorio, da una veglia di preghiera, con l'animazione delle messe della domenica: una due giorni dove facciamo confluire il lavoro annuale della commissione, accompagnato da un opuscolo che distribuiamo alla famiglia domenicana a livello nazionale perché possa riflettere personalmente e in comunità sui temi proposti. In questo anno 2011 non potevamo non lasciarci interrogare dal monito di Montesinos e della sua comunità. Ci siamo domandati cosa significa per noi oggi gridare: con che diritto? Siete forse immersi in un profondissimo letargo?
Vogliamo condividere questi moniti con l'intera famiglia domenicana, che ancora fa tanta fatica a integrare vangelo e amore per il fratello e la sorella; che continua a creare divisioni  tra ciò che è studio da ciò che è storia di persone, di volti concreti che si percepiscono, forse, come gli indigeni di 500 anni fa. È facile fare retorica su questi temi. A Cagliari non l'abbiamo voluta fare, abbiamo voluto darci una scossa per uscire dal letargo, dalla paura che ci attanaglia quando ci viene chiesto di prendere una posizione. La comunità di Montesinos ha scelto da che parte stare e noi, a distanza di 500 anni, provocati da quella voce profetica ci domandiamo: perché ci sorprendiamo tanto? Non dovrebbe essere la normalità quella gridata da Montesinos? 
La commissione non vuole ricordare la testimonianza di Antonio Montesinos per tenerlo chiuso negli archivi, come ha sottolineato Fra Mariano Foralosso (domenicano italiano che vive in Brasile da molti anni), ma per chiederci “cosa aspettiamo a fare la stessa cosa? Cosa ci tiene ancorati e immobili?” Fra Mariano invitava la platea anche a riflettere sul ruolo che i blocchi ideologici hanno avuto nelle resistenze della Chiesa ad appoggiare la sfida lanciata dai Domenicani alla corona spagnola. I blocchi non hanno colori e appartengono alla persona umana; forse oggi non è più tempo di rimanere avviluppati dentro, ma osare spazi, cammini inediti per la predicazione del Vangelo della giustizia e della pace.
Sr Marie Didier, OP, francese ma che ha vissuto diversi anni in Brasile, oggi membro della Commissione condivide che “è stata per me una splendida giornata. Ho apprezzato l'accoglienza fraterna della comunità dei frati . Sono stata toccata dall'amicizia vissuta nella nostra piccola comunità di Giustizia e Pace: realmente una vera famiglia. Gioia anche per ritrovare fra Mariano che mi ha ricordato la vita nelle favelas del Brasile . Per me Giustizia e Pace era allora tutta la mia vita di lotta contro la violenza e l'oppressione.”
Stimolante e appassionato anche l'intervento di Don Tonio dell'Olio (responsabile di Libera Internazionale). “L'unica industria che non soffre la crisi, anzi ci sguazza dentro, è quella della criminalità organizzata. La crisi apre loro tanti spazi nazionali e internazionali per riciclare il denaro. È l'unica realtà oggi a non avere problemi di liquidità”.
Ci domandiamo perché questa giornata in Sardegna ha funzionato bene nei contenuti e nell'organizzazione. La risposta è da ricercare nel lodevole lavoro di rete, nel forte coinvolgimento della realtà locale e nella grande voglia di dare speranza. Maria Assunta della commissione afferma: “Mi sembra importante sottolineare proprio questo aspetto comunitario, tema peraltro scelto per quest’anno nel cammino del giubileo domenicano. Come laica domenicana conosco, e solo un poco, la realtà delle fraternite laiche, che troppo spesso appaiono ancora come somma di “singoli”, per lo più passivi di fronte ai problemi odierni, anziché comunità che insieme si interrogano sulle problematiche della realtà che le circonda, e insieme cercano soluzioni e proposte da vivere poi INSIEME. 500 anni fa fu un frate a gridare e a tentare di far valere i diritti degli indios, oggi i laici, e in particolare le donne, devono imparare a sentirsi protagonisti e a far sentire la loro voce sui problemi d’oggi.”
Lo stesso entusiasmo lo abbiamo vissuto sabato mattina, quando alcuni di noi erano in piazza a Cagliari a celebrare l'anno europeo del volontariato, mentre altri erano nelle scuole incontrando circa 600 studenti per condividere le nostre riflessioni sui diritti umani.
Sr Maria Sistina, OP, una partecipante alle due giornate, condivide con noi: “Guardando all'obiettivo della Giornata, leggo dall'Opusculo (pag. 5; l'opuscolo si può scaricare dal nostro sito): "...contribuire ad una maggiore sensibilizzazione di fronte a questioni o problematiche riguardanti la giustizia e la pace, la salvaguardia del creato...a un maggiore responsabilità umano-cristiana per promuovere soluzioni e collaborazioni concrete". Credo che possiamo ringraziare Dio e l'uomo... perché lo si è raggiunto in gran parte. Credo che sia stato di molto aiuto, l'appoggio fraterno e attivo dei frati di Cagliari (Giubileo Domenicano 2011: Predicazione e cultura, predicazione comunitaria), come anche l'aver aperto ponti di collaborazione con Caritas locale e altre entità, così da fare un lavoro previo di conscientizzazione a diversi livelli. Io sono stata nelle scuole, e facendo "eco" di ciò che dicevano alcune professoresse e studenti del Liceo, forse questo importante momento avrebbe dato migliori risultati per la nostra tematica, se si fossero usati mezzi tecnologici più aggiornati, come un video o qualcosa di simile, approfondendo di più la tematica e, forse, aprire un sentiero di futuri incontri o collaborazione. Alcune professoresse me lo hanno chiesto. I giovani hanno sete della Verità che solo il Vangelo può offrire..”
La commissione non è stata percepita come una realtà esterna che viene a “fare” qualcosa nel nostro territorio: siamo stati accolti come compagni e compagne di un viaggio per la giustizia e la pace, che può essere solamente comunitario, perché nessuno è così bravo da poter spostare le montagne da solo.
Un grazie sentito va al coordinatore della commissione: fra Giovanni Calcara che insieme a don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari, hanno saputo tessere con maestria i fili di questa rete che si è andata costruendo intorno alla nostra proposta.
Il prossimo appuntamento sarà a Roma il 25 febbraio per il seminario di studio “La compassione che si fa grido” (www.giustiziaepace.org).
“Uniamoci ai piedi di Gesù Eucaristia per invocare la sua Benedizione sulle tante situazioni di "diritti calpestati" e perché ci faccia piccoli ma credibili strumenti di Giustizia e Pace, a cominciare dai nostri nuclei vitali... e la Vergine di Nazaret benedica sempre questa Commissione, la unisca nella Vera Carità e la renda Ponte di speranza e di pace..”. Sr Maria Sistina, OP.


Patrizia Morgante (con la collaborazione di altri membri della Commissione: Sr Marie Didier, Sr Maria Sistina e Maria Assunta).

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 23 Gennaio 2012 11:39)